Gestire correttamente una fattura intracomunitaria è fondamentale per evitare errori IVA e sanzioni. In questa guida operativa trovi tutto ciò che serve: reverse charge, fattura elettronica estera (TD17/TD18), registrazioni contabili e adempimenti aggiornati.


🔹 Cos’è una fattura intracomunitaria

La fattura intracomunitaria riguarda operazioni tra soggetti IVA stabiliti in due diversi Paesi UE (es. Italia–Irlanda).

Le principali tipologie sono:

  • acquisto di servizi UE (es. pubblicità, consulenze)
  • acquisto di beni UE
  • cessione verso clienti UE

Reverse charge: come funziona

Nel regime B2B:

  • il fornitore UE emette fattura senza IVA
  • il cliente italiano applica l’IVA in Italia

Si parla di reverse charge intracomunitario (art. 17 DPR 633/72)

Vantaggio:

  • IVA a debito = IVA a credito
    ➡ effetto neutro (se detraibile)

Fattura elettronica estera: TD17, TD18 e TD19

Dal punto di vista operativo, oggi non si parla più di esterometro ma di trasmissione tramite SDI:

  1. TD17 → servizi da fornitore UE
  2. TD18 → acquisto beni UE
  3. TD19 → beni da extra-UE

È obbligatorio inviare il documento entro i termini IVA.


Come registrare una fattura intracomunitaria

✔ Esempio pratico (servizi UE €1.000)

1. Registrazione costo

Spese per servizi a Debiti v/fornitore estero 1.000

2. Reverse charge (IVA 22%)

IVA a credito a IVA a debito 220

Dove registrarla nei registri IVA

La fattura intracomunitaria va annotata in:

  • registro acquisti → costo + IVA detraibile
  • registro vendite → IVA a debito

Verifica VIES: passaggio obbligatorio

Prima di registrare una fattura intracomunitaria:

  • verifica che il fornitore sia iscritto al VIES
  • controlla la validità della partita IVA UE

In caso contrario, l’IVA potrebbe essere dovuta all’estero.