I controlli sugli Enti del Terzo Settore (ETS) sono un sistema di vigilanza finalizzato a garantire la trasparenza e il rispetto della normativa. Sono disciplinati principalmente dal Codice del Terzo Settore (CTS) e da un recente decreto ministeriale che ne ha definito le modalità operative. L’obiettivo è verificare che gli ETS iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) mantengano i requisiti necessari e perseguano effettivamente le loro finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale.
Tipologie di controlli
Esistono due tipi principali di controlli:
- Controlli Ordinari: Sono verifiche periodiche, con una cadenza almeno triennale, che si attivano dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello d’iscrizione al RUNTS. Riguardano aspetti come la conformità statutaria, il regolare deposito del bilancio e il rispetto degli obblighi di trasparenza.
- Controlli Straordinari: Sono ispezioni a sorpresa o approfondimenti su segnalazioni specifiche, disposti in caso di irregolarità o necessità di indagine. Questi controlli possono essere attivati in qualsiasi momento.
Chi esegue i controlli
I controlli sono svolti da diversi soggetti:
- Uffici del RUNTS: Hanno la competenza principale per la vigilanza, inclusi i controlli straordinari.
- Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) e Reti Associative Nazionali (RAN): Possono essere autorizzati dal Ministero del Lavoro a svolgere controlli ordinari sugli enti che aderiscono a loro. Questo sistema promuove una forma di “autocontrollo” all’interno del Terzo Settore.
- Organi di controllo interni: Molti ETS sono obbligati a nominare un organo di controllo (come il collegio sindacale o un revisore legale) che vigili internamente sulla gestione e sulla conformità alle leggi.
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