Quando un imprenditore decide di aprire una società, una delle prime domande è: conviene costituire una SRL semplificata (SRLS) oppure una SRL ordinaria?

Molti scelgono la SRLS perché costa meno all’inizio, ma spesso non conoscono i limiti che questa forma societaria comporta nel tempo. Vediamo quindi un confronto pratico tra le due tipologie.

Cos’è una SRLS?

La Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) è una variante della SRL ordinaria introdotta per facilitare l’avvio di nuove attività. Consente di partire con capitale minimo anche di 1 euro, senza onorari notarili per la costituzione e con statuto standard ministeriale.

Cos’è una SRL ordinaria?

La SRL ordinaria è la forma classica della società di capitali e consente ampia libertà statutaria, maggiore flessibilità gestionale e migliore regolamentazione dei rapporti tra soci.

Vantaggi della SRLS

– Costi iniziali ridotti
– Possibilità di partire con capitale minimo
– Costituzione veloce
– Responsabilità limitata dei soci

Limiti della SRLS

– Statuto non personalizzabile
– Minore credibilità bancaria
– Difficoltà nella gestione dei soci
– Possibili costi futuri di trasformazione

Vantaggi della SRL ordinaria

– Statuto personalizzabile
– Maggiore affidabilità finanziaria
– Migliore gestione della crescita aziendale
– Maggiore tutela nei rapporti tra soci

Falso mito sulla contabilità

Sia la SRLS che la SRL ordinaria sono società di capitali e devono adottare la contabilità ordinaria. Non esiste una contabilità semplificata per la SRLS.

Tabella comparativa

Aspetto SRLS SRL Ordinaria
Capitale sociale Da €1 a €9.999 Minimo €10.000
Statuto Standard obbligatorio Personalizzabile
Costi notarili Non previsti Presenti
Flessibilità Limitata Elevata
Accesso al credito Più difficile Più agevole
Contabilità Ordinaria Ordinaria

Conclusioni

La SRLS rappresenta una soluzione utile per chi vuole avviare rapidamente una piccola attività con costi iniziali ridotti. La SRL ordinaria, invece, è generalmente la scelta migliore per progetti imprenditoriali strutturati, destinati a crescere e ad avere rapporti più complessi tra soci e con il sistema bancario.