Nel mare magnum dei crediti di imposta che sono stati realizzati per contrastare il Covid assume rilevanza il Decreto Rilancio.

L’articolato testo della disposizione in esame contiene un ampio novero di crediti d’imposta, alcuni di ambito applicativo generalizzato, altri riservati a determinati settori economici.
Si elencano, rimandando ad altra trattazione maggiormente approfondita, i principali crediti d’imposta introdotti o potenziati dal D.L. Rilancio con le loro principali caratteristiche, rinviando l’esame puntuale a successivi contributi.
1) Crediti d’imposta per i conferimenti di capitale

2) Credito d’imposta per canoni di locazioni di immobili ad uso non abitativo pari:
al 60% del canone mensile versato con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020 in caso di contratti di al 30% del canone mensile versato con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020

3) Credito d’imposta per adeguamento degli ambienti di lavoro
Credito d’imposta riservato alle attività esercitate nei luoghi aperti al pubblico (vedasi Allegato 1 al D.L. 34/2020) pari al 60%, per un massimo di euro 80.000, delle spese sostenute nel 2020 per interventi edilizi, acquisto di arredi di sicurezza, acquisto o sviluppo di strumenti e tecnologie per lo svolgimento dell’attività lavorativa, acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura

4) Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione Credito d’imposta pari al 60%, per un massimo di euro 60.000, delle spese sostenute nel 2020 per gli interventi di sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro e dispositivi di protezione, di sicurezza e detergenti e disinfettanti, entro il tetto complessivo di 200 milioni di euro

5) Credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari
Credito d’imposta del 50% dei seguenti investimenti pubblicitari effettuati nel 2020:
su giornali quotidiani e periodici, anche su emittenti televisive, radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, entro un tetto complessivo di 20 milioni di euro.

6) Credito d’imposta per l’acquisto della carta dei giornali
Credito d’imposta riservato alle imprese editrici pari all’8% della spesa sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisto della carta per la stampa delle testate edite, entro un tetto complessivo di 24 milioni di euro

7) Credito d’imposta per i servizi digitali Credito d’imposta riservato alle imprese editrici con almeno un dipendente a tempo indeterminato pari al 30% delle spese per servizi digitali sostenute nell’anno 2019, entro il tetto massimo di 8 milioni di euro per il 2020