Con il General Data Protection Regulation debutta la privacy 4.0, studiata per rispondere alle insidie della digital transformation.

Aziende e professionisti devono prepararsi al 25 maggio 2018, data che segna la piena operatività del GDPR, per assicurarsi la conformità alle nuove regole.

Sono ben 99 articoli e numerosi adempimenti, che necessitano di interventi programmati nel tempo e calibrati in funzione della struttura organizzativa aziendale e degli studi professionali. I più urgenti sono: la nomina di un Data Protection Officer, la tenuta del registro dei trattamenti aggiornato e la corretta gestione di eventuali data breach.

Alcuni adempimenti vengono “ereditati” dal Codice della Privacy e rivisitati dal GDPR. E’ il caso dell’informativa e del consenso.

Il sistema delle misure di sicurezza, poi, è stato rivoluzionato sull’idea di “accountability”: una strategia operativa che pone l’accento sulla “sostanza” dell’adempimento e sulla sua verificabilità esterna.

E le sanzioni? Tra le più alte mai stabilite in una normativa pensata per la protezione dei dati: non solo fisse, ma anche stabilite in percentuale, con riferimento al fatturato dell’azienda.

Cosa fare per essere compliance alla privacy 4.0? L’unica risposta che ci sentiamo di dare è di rivolgersi ad un professionista affermato nel campo, in grado di porre in essere tutti gli accorgimenti e a definire le regole per il corretto trattamento dei dati.