Il regime in oggetto ha una tassazione assolutamente favorevole per il contribuente con un’imposta sostitutiva (dell’IRPEF, delle relative addizionali e dell’IRAP) pari al 15%. Tuttavia il Legislatore, con l’intento di favorire ulteriormente le nuove iniziative economiche, ha stabilito che per chi inizia l’attività e rispetta determinati requisiti l’aliquota è ridotta al 5% per i primi 5 periodi d’imposta.

 

Al fine dello sconto fiscale occorre comunque rispettare congiuntamente i seguenti requisiti:

  • il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare. Il triennio va calcolato secondo il calendario gregoriano, e non al periodo d’imposta né all’anno solare (Circolare n. 10/E/2016). Quindi, ad esempio, un contribuente che intende avviare una nuova attività a settembre 2017 potrà beneficare delle agevolazioni in parola qualora abbia concluso la precedente attività entro agosto del 2014. La preclusione in argomento, in ogni caso, non opera qualora i redditi percepiti dal contribuente nel triennio siano riconducibili ad un contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro, né in caso di partecipazione ad una società inattiva;
  • l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o di lavoro autonomo (salvo il caso in cui la stessa rappresenti il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte o della professione). La prosecuzione dell’attività deve essere valutata sotto il profilo sostanziale e non formale. A tal fine, pertanto, è indispensabile valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative. Quindi, la continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio (Circolare n. 10/E/2016);
  • qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi / compensi del periodo d’imposta precedente non deve essere superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime forfetario. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, se il trasferimento dell’attività avviene in corso d’anno, i ricavi riferibili al dante causa e quelli riferibili all’avente causa, relativi all’anno di cessione dell’attività, devono essere considerati cumulativamente per la verifica del superamento del richiamato limite. Ove detto evento si realizzasse, il contribuente sarà obbligato ad uscire dal regime di favore a decorrere dall’anno successivo.

 

Per chi inizia nel 2017 – In base a quanto detto fin qui, dunque, per chi ha iniziato l’attività nel 2017 o per chi inizia da qui a fine anno e, avendone i requisiti e non rientrando in nessuna delle cause di esclusione, opera in regime forfettario rispettando tutte le predette condizioni, potrà applicare l’aliquota del 5% fino al periodo d’imposta 2021. Solo dal periodo d’imposta 2022 si renderà applicabile l’aliquota ordinaria del 15%.